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Dall'analisi al conflitto tra capitale e lavoro - Documento finale della seconda Conferenza Nazionale Lavoratori e Lavoratrici Comunisti/e

Scritto da Conferenza Nazionale Lavoratori e Lavoratrici Comunisti/e. Postato in NEWS

Dall'analisi al conflitto tra capitale e lavoro


Si è tenuta Sabato 21 Novembre la seconda conferenza, on-line per emergenza Covid, dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti\e. Questo percorso, nato a Settembre 2020, intende mettere insieme i compagni e le compagne comunisti\e ovunque collocate per intervenire in maniera unitaria sul conflitto capitale lavoro.

Anni di frammentazione hanno portato i comunisti a non incidere sul corso degli eventi, sia in ambito sindacale che politico, riducendosi a ruoli di mera testimonianza. La crisi sanitaria da COVID 19 ha approfondito la crisi capitalistica spingendo le classi dominanti ad una ulteriore destrutturazione dell’intero quadro dei rapporti di lavoro introducendo nel dibattito politico nazionale l’intenzione, neanche troppo velata, di un uso massivo del cottimo quale strumento per scaricare i costi della crisi sui lavoratori salariati nonchè il legame, sempre più stretto e soffocante, tra reddito e produttività\profitti. Ciò rappresenta un vero e proprio salto di qualità nell’attacco al salario già duramente colpito negli ultimi decenni , compresa la famosa spending review (attacco al salario indiretto e differito) di cui oggi paghiamo le conseguenze osservando i disastrosi effetti della pandemia e le difficoltà in cui versano i servizi pubblici essenziali come sanità, scuola e trasporti.


A partire dalla consapevolezza di essere inadeguati nell’attuale scontro tra le classi, la Conferenza dei lavoratori comunisti rappresenta un tentativo, controcorrente, di invertire la rotta, di tornare ad avere un ruolo attivo e da protagonisti senza creare doppioni con le organizzazioni sindacali e politiche esistenti. Un passaggio fondamentale per la definizione di percorsi comuni sarà quello di elaborare una sorta di programma minimo di classe da far vivere all’interno dei luoghi di lavoro. Infatti solo unendo le forze in una direzione condivisa sarà possibile avere un ruolo di direzione consapevole e credibile presso i lavoratori e le lavoratrici ad oggi egemonizzati dalle forze borghesi o da ideologie tradeunioniste.


E’ importante per i comunisti lavorare nei sindacati visto che essi sono la forma più immediata di organizzazione delle battaglie economiche della classe lavoratrice pur nella consapevolezza dei loro limiti. A tal proposito accanto al lavoro sindacale è necessario sviluppare delle strutture consiliari dove la classe lavoratrice sperimenta nuove e più elevate forme di democrazia, costruendo le fondamenta della futura società socialista. Renderemo pubblici i documenti scritti dai gruppi di lavoro sul programma minimo di classe, su sindacato e consigli e sulle vertenze immediate frutto della nostra elaborazione comune. ( i documenti sono scaricabili al seguente link)


I prossimi passaggi saranno dare vita a dei gruppi di lavoro e prepararci a intervenire concretamente nelle realtà cittadine e lavorative, per questo andremo a redigere volantini e brevi documenti individuando le questioni salienti sulle quali operare. Riteniamo necessario collegarsi alle vertenze in corso e a tutti i percorsi avviati, come “il patto d’azione anticapitalista per il fronte unico di classe”, alle vertenze territoriali, nell'ottica di unificare le istanze comuni e facendo un salto di qualità sul piano delle rivendicazioni e del conflitto del lavoro contro il capitale. Il richiamo all'unità dei comunisti non è ideologico o retorico, non pensiamo di annullare differenze analitiche e di pratica politica, è invece possibile trovare, al di là delle appartenenze, terreni comuni per animare il conflitto a tutela dei salariati/e, dei disoccupati/e, delle classi meno abbienti. Non è mai stato facile innalzare livello del conflitto di classe, oggi in epoca pandemica lo è ancora di più, urge attivarci per impedire il concretizzarsi di un nuovo patto sociale tra padronato e sindacati,che, collegando il rinnovo dei contratti nazionali al rafforzamento del secondo livello di contrattazione, legherà sempre più i salari alla produttività e ai profitti.

Rivendicare la centralità del contratto nazionale significa non accogliere il sistema delle deroghe o cedere alle logiche della sanità e della previdenza integrativa, tutelando il salario indiretto e differito. A ciò si dovrà affiancare un consistente aumento del salario reale, per non rendere appetibili per i lavoratori le “mancette” in servizi e benefit. Allo stesso tempo serve tutelare il potere di acquisto di salari e pensioni, queste ultime da anni scollegate da ogni recupero automatico.
Per vincere queste lotte è importante sviluppare il protagonismo della classe lavoratrice e la democrazia nei luoghi di lavoro, rendendo le rappresentanze sempre più espressione diretta dei lavoratori in tempi nei quali la democrazia nei luoghi di lavoro è sempre più minacciata. Una tappa importante di questo percorso di denuncia delle forme di sfruttamento e di alienazione nei posti di lavoro è l’avvio di una campagna nazionale a tutela della salute e sicurezza di chi lavora, con una solidarietà attiva verso i lavoratori vittime di infortuni, malattie o deceduti a seguito di infortuni. Per essere più efficaci è necessario aggiornare la nostra cassetta degli attrezzi per intervenire sulle nuove forme di sfruttamento e di destrutturazione dell’organizzazione operaia a partire dal lavoro agile e dalle innumerevoli forme di precarietà.

L'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti e comuniste non intende sposare la linea di una corrente o sigla sindacale ma pensiamo invece ad un ambito ricompositivo che restituisca forza e credibilità ad una proposta conflittuale contro lo sfruttamento padronale. Per questo abbiamo pensato di organizzare dei gruppi di lavoro specifici, organizzati per categorie di lavoro o appartenenze sindacali o, laddove le prime non sono possibili, per territorio, per assicurare il necessario coordinamento alle lotte per non farci trovare impreparati quando vareranno l’ennesima Legge di Bilancio costruita a favore delle imprese o ripristineranno i licenziamenti collettivi.


Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti\e

MA SCUSA, QUELLO NON È IL PADRONE?

Scritto da Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI. Postato in NEWS

15 novembre 2020

 

Alcune considerazioni sul “faccia a faccia” tra Bonomi e Landini che si è tenuto a Futura 2020, evento organizzato da CGIL

Di Giorgio Langella Dip. Lavoro PCI

e Dennis Klapwijk Dip. Lavoro FGCI

 

Qualche giorno fa si è tenuto un confronto tra Bonomi e Landini (condotto e moderato da Lucia Annunziata) che ha affrontato varie questioni inerenti ai problemi del lavoro. Mi sembra che ci siano alcune cose che sarebbe giusto approfondire e puntualizzare.

Intanto bisognerebbe rispondere a una semplice domanda: è stato opportuno e utile alla causa delle lavoratrici e dei lavoratori organizzare un faccia a faccia con il presidente di Confindustria (di cui sono note le proposte e le posizioni di restaurazione di rapporti di lavoro pre Statuto dei Lavoratori), soprattutto all'indomani di uno sciopero dei matalmeccanici che ha visto grande partecipazione e poca o nessuna attenzione mediatica? La risposta sarebbe da trovare in quello che è stato veicolato dall'informazione nazionale e cioè un sostanziale “cambiamento di clima” tra sindacato e confindustria e un passo avanti verso quel “patto sociale” che ha l'obiettivo di contenere ed evitare il conflitto capitale e lavoro. Un conflitto reale che spesso viene cancellato dalla propaganda che vuole narrare si dell'esistenza di conflitti ma tra lavoro e ambiente e lavoro e salute.

RINNOVO CCNL - LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI

Scritto da Conferenza lavoratori e lavoratrici comunisti/e. Postato in NEWS

RINNOVO CCNL METALMECCANICI

UNA VERTENZA CENTRALE PER TUTTE LE CATEGORIE!

La rottura delle trattative sul CCNL dei Metalmeccanici, per il rifiuto 'ideologico' della parte datoriale di concedere aumenti salariali oltre ad un irrisorio recupero dell'inflazione, è l'ultimo di una decennale serie di attacchi alla contrattazione collettiva e all'unità e rappresentanza della classe lavoratrice. 

I 'Contratti Rivoluzionari' annunciati da Bonomi sono come quello siglato dall'UGL con le piattaforme dei 'rider': cottimo legalizzato ossia salario esclusivamente legato alla produttività, nessuna rappresentanza ne potere decisionale per i lavoratori. 

La lotta di classe non si è spenta ma è condotta essenzialmente dalle classi dominanti. 

DA BOLOGNA A BRESCIA: L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI COMBATTIVI SI SVILUPPA A LIVELLO TERRITORIALE

Scritto da PCI Fed. Brescia. Postato in NEWS

Si è svolta a Brescia Lunedì 19 Ottobre, in continuità con l'incontro Nazionale tenutosi a Bologna il 27 Settembre, la prima Assemblea Provinciale dei Lavoratori Combattivi, denominazione attorno alla quale si raccolgono lavoratori appartenenti a diverse categorie e sigle che vogliono intraprendere un percorso di “fronte comune” politico e sindacale con un programma minimo di rivendicazioni e di lotta comune (vedi documento finale dell'assemblea bolognese a questo link).

La partecipazione all'assemblea è stata di oltre cinquanta persone e, tra i circa 15 interventi, numerosi sono stati quelli di lavoratori e lavoratrici della Logistica, del settore Metalmeccanico e Tessile e della Grande Distribuzione (alta la partecipazione di lavoratori immigrati in particolare del settore logistico), rappresentanti di base o aderenti ad un ampio spettro di sigle sindacali (SiCobas, SlaiCobas, FIOM-CGIL, FILCTEM-CGIL). Numerose sono state le testimonianze dirette dell'alto livello di sfruttamento e precarietà dei lavoratori, in particolare di quelli delle Cooperative o Interinali ma non solo, e gli appelli all'unità dei lavoratori e dei sindacati “conflittuali” per contrastare efficacemente l'attacco frontale ai diritti dei lavoratori da parte delle associazioni padronali (Confindustria in testa) spalleggiate da Governi completamente proni ai loro interessi quale che siano il “colore” o le promesse espresse in campagna elettorale.

Morti sul Lavoro - Tragedia senza fine

Scritto da Dip. Lavoro PCI e FGCI. Postato in NEWS

Così scrive Giuseppe Conte al presidente dell'ANMI, Zoello Forni: "Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2020 subire un infortunio invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile".

E, nel messaggio di Sergio Mattarella allo stesso Zoello Forni, si può leggere: "L'impegno per garantire la massima sicurezza sul lavoro non deve arretrare di fronte a nessun evento emergenziale, perché la tutela della salute di chi lavora costituisce un bene primario su cui si misura la civiltà delle economie avanzate. L'auspicio è che, nonostante le condizioni difficili create dalla pandemia, si tragga la spinta per aumentare gli investimenti sulla sicurezza, avvalendosi dei progressi offerti dalle nuove tecnologie e degli avanzamenti compiuti in questi anni dalla ricerca scientifica". 

Sono dichiarazioni che dimostrano (o, almeno, dovrebbero farlo) una sorta di risveglio dell'attenzione riguardo quello che da anni denunciamo come una delle tragedie del nostro paese: gli infortuni, i morti, le malattie professionali che ogni giorni colpiscono chi vive del proprio lavoro. Una specie di “nuova presa di coscienza” rispetto a quello che è un reale e drammatico problema del paese.

IL REFERENDUM E IL RUOLO DELLA CLASSE MEDIA

Scritto da Lamberto Lombardi - Segr. Prov. PCI BS. Postato in NEWS

di Lamberto Lombardi - Segretario Provinciale PCI Brescia

Quel che colpisce del dibattito accesosi attorno al quesito referendario di settembre non è tanto la
pochezza delle argomentazioni a sostegno del SI’. Difficile, se non impossibile, sostenere che ciò che
funziona male con 900 eletti debba per forza funzionare meglio con seicento, cioè che sia il numero
responsabile del malfunzionamento, soprattutto se il giudizio di malfunzionamento è totalmente
soggettivo e per di più riferito ad organismi politici complessi soggetti, per loro natura, a ben altri criteri di
valutazione. O sostenere che il risparmio legato a questa diminuzione sia significativo in termini
economici generali, o che ci debba in qualche modo interessare il numero degli eletti nelle altre
democrazie, democrazie di cui peraltro, come sopra, è difficile se non impossibile tracciare un bilancio
utile per questo confronto. E difficile, se non impossibile, è sostenere che è sulla base di queste
argomentazioni che si rende necessario un referendum dalle diverse, incerte e delicatissime
implicazioni.

Un sincero e non sottile disgusto

Scritto da Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI. Postato in NEWS

28 agosto 2020

di Giorgio Langella - Dip. Lavoro PCI

 

Ieri, un articolo pubblicato in “primo piano” su lastampa.it iniziava così:

 

«Beau non ce l’ha fatta. Il suo cuore si è fermato durante la notte». Inizia così il triste messaggio che Tiziano Ferro pubblica sul suo profilo Instagram per dare l’annuncio della morte del suo cane.

 

Certamente Tiziano Ferro starà soffrendo, a ragione, per la morte del suo cane. È giusto così. È qualcosa di profondamente umano.


Quello che non riesco a sopportare sono gli articoli in primo piano delle testate giornalistiche su questo fatto, mentre lavoratrici e lavoratori continuano a morire nei luoghi di lavoro per infortunio, malore o malattia senza che gli stessi organi di informazione dicano niente.


Certo Tiziano Ferro è famoso, fa notizia il suo dolore ... mentre il dolore di chi muore lavorando, la disperazione dei familiari, l'orrore di un sistema che è spietato ... rientra nella normalità. E' il prezzo da pagare per "il progresso". E poi, bisogna essere realisti: è il profitto che conta e nulla più.